L’Italia custodisce alcuni dei luoghi dichiarati Patrimonio Mondiale UNESCO più affascinanti al mondo: paesaggi modellati nei secoli dall’uomo, borghi sospesi tra terra e mare, architetture uniche e città d’arte che raccontano la storia e l’identità dei loro territori.
In questo viaggio attraverso 4 luoghi UNESCO da visitare in Italia partiamo dalle colline della Val d’Orcia, in Toscana, per raggiungere i borghi delle Cinque Terre affacciati sul Mar Ligure, i Trulli di Alberobello nel cuore della Valle d’Itria e le città tardo barocche della Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale.
Quattro destinazioni molto diverse tra loro, accomunate dal riconoscimento UNESCO e dalla possibilità di costruire un viaggio che unisca paesaggi, borghi, arte ed enogastronomia.
Val d’Orcia: il paesaggio della Toscana Patrimonio UNESCO
La splendida Val d’Orcia si estende nella zona a sud di Siena e offre panorami di bellezza assoluta: una distesa infinita di morbide colline disegnate da filari di cipressi, vigneti e olivi e punteggiate da piccoli borghi antichi.
Sembra la tavolozza di un pittore, ma a colorare il paesaggio sono le incredibili sfumature dei campi coltivati, frutto del lavoro secolare dell’uomo, che da secoli ha plasmato questo territorio coltivando con tenacia viti e ulivi.
Cosa vedere in Val d’Orcia: borghi, terme e vigneti
Pienza è una delle tappe da non perdere durante un viaggio in Val d’Orcia. Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1996, rappresenta uno degli esempi più importanti dell’urbanistica rinascimentale italiana. Il cuore del borgo è Piazza Pio II, sulla quale si affacciano il Duomo, Palazzo Piccolomini e il Palazzo Comunale.
Vale la pena percorrere anche le stradine del centro storico e raggiungere la passeggiata panoramica che si apre sulla campagna della Val d’Orcia. Pienza è inoltre conosciuta per il Pecorino di Pienza, uno dei prodotti più rappresentativi della gastronomia locale.
A pochi chilometri si trova Monticchiello, piccolo borgo medievale fortificato che conserva ancora parte delle mura e delle antiche porte di accesso. Le sue dimensioni ridotte permettono di visitarlo con calma, passeggiando tra vicoli in pietra e scorci panoramici sulla Val d’Orcia.
Merita una deviazione anche Trequanda, al confine con la Val di Chiana, un territorio fortemente legato alla produzione dell’olio extravergine d’oliva. In autunno, nel periodo della raccolta delle olive, il comune celebra questa tradizione con la Festa dell’Olio Novo, dedicata alle produzioni locali e accompagnata da degustazioni e iniziative nel territorio.
Tra vigneti e uliveti si trova anche la Fattoria del Colle, una tenuta dove è possibile soggiornare immersi nella campagna toscana e partecipare ad attività ed esperienze legate al vino e al territorio.
Proseguendo attraverso la Val d’Orcia si raggiunge San Quirico d’Orcia, borgo attraversato dall’antica Via Francigena. Tra i luoghi da vedere spiccano la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, caratterizzata da elementi romanici e gotici, e gli Horti Leonini, giardino cinquecentesco nel cuore del paese.

Da San Quirico d’Orcia si raggiunge facilmente Bagno Vignoni, piccolissimo borgo conosciuto fin dall’antichità per le sue sorgenti termali. Il paese si sviluppa intorno alla caratteristica Piazza delle Sorgenti, occupata quasi interamente da una grande vasca cinquecentesca alimentata dalle acque termali che sgorgano naturalmente dal sottosuolo. Particolarmente suggestiva è l’atmosfera del borgo nelle ore serali, quando la vasca e gli edifici che la circondano vengono illuminati.
Per conoscere meglio il borgo, le terme e i luoghi da vedere nei dintorni, leggete anche la nostra guida a Bagno Vignoni.
Un’altra tappa da non perdere è Montalcino, borgo medievale della Val d’Orcia conosciuto in tutto il mondo per il Brunello di Montalcino. Il centro storico è dominato dalla trecentesca Fortezza di Montalcino, al cui interno si trova l’Enoteca La Fortezza, dove è possibile degustare Brunello e altri vini del territorio.
Per conoscere più da vicino la tradizione vitivinicola locale vale la pena esplorare anche le campagne che circondano il borgo, dove è possibile visitare le cantine di Montalcino e partecipare a degustazioni di Brunello e Rosso di Montalcino, scegliendo tra visite ai vigneti, tour delle cantine ed esperienze guidate dedicate ai vini del territorio.
Hotel consigliati in Val d’Orcia
Le strutture che vi consiglio sono in posizione strategica per visitare tutta la Val d’Orcia
A Trequanda sorge il Abbadia Sicille Ralais , una dimora d’epoca di campagna ricavata da un complesso di edifici medievali in posizione panoramica sul crinale che separa la Val d’Orcia dalla Val di Chiana. Ha il ristorante, piscina all’aperto e camere arredate in stile rustico-chic, di cui alcune con idromassaggio privato. L’Abbadia Sicille Relais dista circa 50 km da Siena e Arezzo.
A Spedaletto, vicino Pienza, quello che un tempo era il granaio di un castello medievale, è oggi un agriturismo con camere e appartamenti arredati nel tipico stile toscano, in pietra e mattoni, con travi a vista, pavimenti in cotto e letti a baldacchino. Una camera doppia parte da 80 euro (in base al periodo). Vicino c’è un piccolo mulino dove, oltre alle farine, viene prodotta un’ottima pasta artigianale, a marchio Mulino Val d’Orcia. Si trova a quattro chilometri da Bagno Vignoni e a pochi chilometri dai principali borghi della zona tra cui Pienza, San Quirico d’Orcia, Monticchiello, Montepulciano e Montalcino. Agriturismo Castello di Spedaletto, località Spedaletto, Pienza, Siena.
In Liguria, le Cinque Terre, regalano imperdibili paesaggi da cartolina

Uno dei luoghi da visitare appena sarà possibile viaggiare di nuovo sono sicuramente le Cinque Terre e i suoi splendidi borghi di mare. Da Monterosso a Riomaggiore, facciamo un viaggio tra paesini colorati a picco sul mare, forti e tenaci come quei filari di viti e quegli antichi ulivi che crescono sulle terrazze che l’uomo ha strappato alla montagna, modellando il paesaggio di questa fetta di Liguria.
È proprio la caratteristica di questo luogo straordinario: una ragnatela di muretti in pietra a secco che avvolge le colline intorno ai borghi affacciati sul mare. Il primo che si incontra venendo da ovest è Monterosso, affacciato su una delle poche spiagge della zona.
Subito dopo c’è il borgo di Vernazza, con le case colorate che circondano il porticciolo come un anfiteatro e la bella chiesa di Santa Maria di Antiochia che sembra essere nata dall’acqua.
Poi è la volta di Corniglia, l’unico borgo delle Cinque Terre a non essere bagnato dal mare, a cui però, è collegato dai 377 gradini della scalinata della Lardarina.

Nella vicina Manarola, invece, le case appollaiate sulla roccia sembrano voler toccare l’acqua. Qui vale la pena salire in cima a via Belvedere, che termina in una romantica piazzetta a picco sul blu.
L’ultima “terra” è Riomaggiore, appollaiata ai piedi del suo castello. Qui, un sentiero sale dal paese al Santuario della Madonna di Montenero, dal quale si gode di un panorama spettacolare sul litorale, e un altro si arrampica fino allo splendido borgo di Portovenere, dominato dal Castello dei Doria e sorvegliato dall’alto di un promontorio dalla chiesa medievale di San Pietro.
Hotel consigliati alle Cinque Terre
A Manarola, un piccolo e curatissimo B&b offre ambienti arredati in stile moderno, in una casa sapientemente ristrutturata, proprio nella via centrale del paese. Ci sono due camere con terrazzino affacciato sul corso e una suite con tre posti letto e una bella terrazza attrezzata per godere della brezza marina. AMAnarola, Manarola, La Spezia.
A Portovenere un B&b in bella posizione panoramica con un giardino affacciato sul centro storico, facilmente raggiungibile attraverso una scalinata. Offre quattro camere ordinatissime, dall’atmosfera romantica. Durante la bella stagione si fa colazione all’aperto, sotto gli ulivi. Relais Santa Caterina Rooms, Portovenere, La Spezia.
Luoghi imperdibili in Italia: in Valle dell’Itria, nella terra dei trulli

Tra i luoghi da visitare in Italia appena sarà possibile viaggiare in tranquillità c’è sicuramente la splendida Puglia. I trulli sono una delle maggiori attrazioni della regione, la cui cartolina principale, oltre alle splendide spiagge, sono proprio i suoi caratteristici borghi con le stradine che salgono e scendono tra queste singolari costruzioni dai tetti a cono.
Anche se si divide in province diverse (Bari, Brindisi e Taranto), la Valle dell’Itria ha una identità culturale fortissima e un paesaggio famoso nel mondo. Il merito è proprio dei suoi trulli, sparsi a migliaia nella campagna.
I primi furono costruiti nel Seicento ad Alberobello, dove oggi si ammirano in gran numero negli antichi rioni Monti e Aia Piccola, fra cui perfino uno a due piani, il Trullo Sovrano, e una chiesa a forma di trullo.
Gli altri paesi si allungano sulle piane delle Murge che scendono verso Ostuni. Si ammirano dal Belvedere di Cisternino, il paese al centro della valle, famoso per i suoi “fornelli”, le trattorie che servono carne alla griglia, sparse fra i vicoli e la bella piazzetta centrale, dominata dalla Torre dell’Orologio.

A dieci chilometri di distanza c’è Locorotondo, tutto bianco, appollaiato in cima a un colle, con le case dalle facciate strette e dai caratteristici tetti appuntiti in pietra grigia, le cosiddette “cummerse”. Sono costruzioni particolari e antiche, proprio come i trulli.
Sapientemente ristrutturate, molte di esse sono state trasformate in alloggi per turisti. Come ho già scritto in questo articolo, fanno parte del cosiddetto albergo diffuso, ovvero quella forma di ospitalità che permette ai visitatori di partecipare attivamente alla vita del borgo, a stretto contatto con gli abitanti, per sentirsi a “casa” più che in vacanza.
Non potete perdere la vicina Martina Franca, la cittadina con un centro storico che conserva intatto il suo splendore barocco. Qui si passeggia fra bei palazzi con i balconcini in ferro battuto e chiese dalle facciate abilmente scolpite.
Altri 20 chilometri e si arriva a Ceglie Messapica, la piccola capitale gastronomica della Valle d’Itria. Una delle specialità da non perdere sono i famosi biscotti di mandorla ripieni di marmellata di ciliegie, che qui sono Presidio Slow Food. Si acquistano allo storico Caffè Centrale.
Hotel consigliati Valle d’Itria
A Ceglie Messapica un complesso di trulli e lamie circondato da mandorli e ulivi secolari è stato recuperato e trasformato in un romantico B&b di campagna, con tre piccoli appartamenti dotati di patio e ingresso indipendente. In giardino si fa il bagno nella piscina d’acqua salata. Si possono prenotare corsi di cucina pugliese. Appartamento per due da € 79,00.
Trullo dei Messapi, Ceglie Messapica, Brindisi.
A Locorotondo vi consiglio l’albergo diffuso composto da una decina di appartamenti sparsi per il borgo. Sono ambienti caratteristici in pietra con arredo in arte povera che rende le camere calde e accoglienti. Appartamento per due persone con colazione inclusa, da € 110,00 euro.
Albergo diffuso Sotto le Cummerse, Locorotondo, Bari.
Dove andare appena possibile? Imperdibile la Val di Noto, spettacolo barocco in Sicilia

È un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Fra Noto e Modica, il Barocco siciliano fiorisce e regala visioni spettacolari. Si, perché la pietra con cui sono state ricostruite le case e gli edifici della Val di Noto si colora di sfumature e riflessi dorati quando accarezzate dalla calda luce mediterranea.
A seguito del terremoto del 1693, infatti, il sud-est della Sicilia fu raso al suolo e venne ricostruito nello stile del momento, il Barocco, appunto, reinterpretato in base al gusto locale.
Il risultato sono città che sembrano giardini di pietra, con facciate e balconi colmi di figure scolpite. E, oltre allo straordinario lavoro fatto dai maestri scalpellini, a creare la magia è proprio la pietra. A Noto, le chiese e i palazzi hanno sfumature rosa-arancio.
Di pietra chiara è invece Scicli con la via Francesco Mormino Penna che sembra un museo a cielo aperto. Attraversa il centro storico e, oltre che per i palazzi ricamati, si riconosce per aver fatto da sfondo alla serie Il commissario Montalbano. Il commissariato di Vigata è proprio il Comune di Scicli. Un altro luogo che gli appassionati della serie riconosceranno è anche la scalinata che sale da Ragusa Ibla, cuore antico della città, a Ragusa Superiore, completamente ricostruita dopo il terremoto.
È divisa in due anche la splendida Modica, distesa sui due lati di una gola. A Modica Bassa si passeggia tra ex conventi, palazzi nobiliari e pasticcerie storiche che producono il cioccolato che ha reso famosa la città nel mondo.
Da qui, un dedalo di gradoni (250 scalini) porta a Modica Alta, dominata dalla facciata del bellissimo Duomo di San Giorgio, capolavoro di Rosario Gagliardi, il più grande architetto del Barocco Siciliano.
Se stai pensando di visitare la Val di Noto leggi questo articolo: Le meraviglie della Val di Noto
Hotel consigliati Val di Noto
A Scicli, l’albergo diffuso riunisce una serie di case e appartamenti gestiti da privati, ognuno con caratteristiche e stili diversi. La colazione si fa al bar e ristorante Vindigni, di fronte al Municipio, dove si trova la reception che funziona anche come punto informazioni. Doppia in b&b da 65 euro.
Scicli albergo diffuso, Ragusa.
A Noto, un baglio (la tipica fattoria siciliana) circondato da mandorli e ulivi offre un tramonto spettacolare sulla città. Le camere sono ben curate e arredate in tipico stile mediterraneo. All’esterno c’è una bella piscina. Doppia in b&b da 90 euro.
Baglio Genovesi, Noto.
