Arroccata su una gola spettacolare nel cuore dell’Andalusia, Ronda è una delle città più affascinanti della Spagna. Divisa in due dal profondo canyon del Tajo e collegata da ponti scenografici, regala panorami mozzafiato e un’atmosfera unica. In questa guida scoprirai cosa vedere a Ronda, cosa fare, dove dormire e tutti i consigli utili per organizzare al meglio la tua visita.
Cosa vedere a Ronda (in breve)
Se hai poco tempo a disposizione, ecco le attrazioni principali da non perdere durante una visita a Ronda:
- Puente Nuevo – il simbolo della città, sospeso sul canyon del Tajo
- Centro storico (Ciudad) – vicoli moreschi e palazzi storici
- Plaza de Toros – una delle arene più antiche di Spagna
- Miradores panoramici – punti panoramici spettacolari sulla gola
- Baños Árabes – i bagni arabi, tra i meglio conservati della Spagna
Ronda, la città sulla roccia nel cuore dell’Andalusia
Nel cuore dell’Andalusia, tra vallate, uliveti e vigneti, Ronda appare all’improvviso su un imponente crinale roccioso, sospeso tra cielo e terra.
Il suo elemento più caratteristico è il canyon del Tajo, una profonda gola scavata dal fiume Guadalevín, che divide in due la città e regala panorami spettacolari, soprattutto al tramonto.
Sulla sommità di questo altopiano si sviluppa il borgo, con le case che sembrano fondersi con la roccia e una storia antichissima che attraversa epoche diverse, dai Celti ai Romani, fino alla dominazione araba e alla Reconquista da parte di re Ferdinando II d’Aragona.
Il Puente Nuevo: il simbolo di Ronda

Il borgo di Ronda si divide in tre parti: la Ciudad, il cuore antico moresco, il Mercadillo, quartiere nuovo risalente al XV secolo, e la zona di San Francisco, estesa fuori dalle mura, che si è sviluppata dopo la Reconquista. Per avere una visione d’insieme della cittadina, si va sui suoi belvedere.
In Carretera de los Molinos si apre il Mirador de Ronda, con un gazebo in ferro e un balcone che si protende al di fuori della terrazza, dando la sensazione di essere sospesi nel vuoto. Sconsigliato a chi soffre di vertigini, regala una vista spettacolare sul canyon formato dal fiume e sul paese.
Spettacolare, il Mirador de Aldehuela, in Calle Armiñán 1, dal qual si gode di una vista incomparabile sul fiume, le rocce, le falesie, il borgo e sul Puente Nuevo, il simbolo di Ronda. Lo troverete rappresentato ovunque: cartoline, souvenir, magneti. Questa monumentale opera di ingegneria è forse la maggiore attrazione della città. Ha richiesto ben 42 anni di lavori: fu completato nel 1793 dall’architetto José Martín de Aldehuela. È alto circa 100 metri e sovrasta il burrone “el Tajo” e il fiume Guadalevín. Fu realizzato per unire il nucleo antico di Ronda alla città nuova.
Dove dormire a Ronda
Per visitare con calma il centro storico, il Puente Nuevo e i principali belvedere, conviene soggiornare nel cuore di Ronda o nelle immediate vicinanze. Dormire in città permette di muoversi a piedi tra le attrazioni principali e di godersi l’atmosfera del borgo anche la sera, quando le strade sono più tranquille e i panorami ancora più suggestivi. Scopri le migliori soluzioni dove dormire a Ronda.
Cosa vedere nel centro storico di Ronda
Partendo proprio dalla parte nuova, si attraversa il Puente Nuevo e si raggiunge la Ciudad, la città vecchia, che è anche la parte più suggestiva del borgo. Conserva splendide architetture, che si scoprono passeggiando nel labirinto di stradine e vicoli di chiara impronta moresca.
Uno degli edifici più belli è sicuramente il Palacio de los Marqueses de Salvatierra, con il portale rinascimentale finemente cesellato, ai lati del quale si innalza una coppia di colonne corinzie, sulle quali si trova un fregio in pietra riccamente decorato da cui parte una bellissima griglia in ferro. In alto, quattro statuette Inca sostengono un frontone sul quale è collocato lo stemma della nobile famiglia a cui appartiene ancora oggi il palazzo, i Salvatierra, appunto.
Anche l’interno è interessante. Custodisce un pregiato set di mobili e oggetti decorativi e artistici di alta qualità, come intagli e dipinti. Dal giardino sul retro si gode di una magnifica vista sulla Sierra de las Nieves (una delle nove regioni della provincia di Malaga) e su ciò che resta delle antiche mura medievali della città e dei suoi bagni arabi. Il palazzo è un bene di interesse culturale e quindi considerato monumento cittadino.
L’edificio sorge vicino agli altri due ponti di Ronda: il Puente Viejo, ricostruito nel 1616 dopo il crollo di una struttura più antica, e il Puente de San Miguel, detto anche Puente Árabe, di architettura moresca, del XIV secolo. Sono entrambi costruiti sulla gola del fiume Guadalevín e, come il Puente Nuovo, servivano ad unire le due parti della città.
A poca distanza sorgono i bellissimi Baños Árabes (Bagni Arabi), risalenti al XIII-XIV secolo. Sono tra le terme arabe meglio conservate in Spagna, una spettacolare architettura di mattoni e pietra con volte a botte, colonne, archi, vasche e lucernari a stella.
Altrettanto affascinante, la Casa del Rey Moro, un complesso settecentesco costruito su fondamenta arabe, con i giardini e una lunga galleria sotterranea, la Mina de Agua, scavata nella roccia nel ‘300. Era utilizzata sia a scopo difensivo che per prelevare l’acqua dal fiume sottostante. Attualmente la casa è in restauro, mentre i giardini e la Mina sono visitabili.
Da Piazza della Duchessa al Mercadillo

Proprio al centro della Cittadella si apre la bella Plaza de la Duquesa de Parcent, sulla quale sorgono il Municipio, il Convento de Santa Isabel e soprattutto la Chiesa de Santa María la Mayor sovrastata da un alto campanile che in epoca araba era il minareto della moschea.
Modificata nel corso dei secoli, presenta una facciata in cui sono evidenti lo stile arabo, gotico e rinascimentale.
A poca distanza sorge il sontuoso Palacio de Mondragón, con preziose decorazioni e tre patios interni. Risale al Trecento ed è stato la residenza dei sultani arabi. Oggi è la sede del Museo de Ronda e custodisce reperti e documenti che testimoniano la storia della città.
Verso la parte più esterna della Ciudad, invece, si trova la Puerta de Almocábar, sovrastata da due torri difensive circolari. Un tempo costituiva l’accesso principale alla Cittadella.
La Plaza de Toros e la tradizione della corrida a Ronda

La cittadina spagnola non è solo un luogo di bellezze naturali uniche e splendidi edifici antichi in cui si legge la sua storia, ma anche un luogo profondamente legato alla tradizione. E si sa, una delle tradizioni più sentite in Spagna è quella della tauromachia. Il simbolo di questa antica pratica di lotta fra uomo e animale è la famosa Plaza de Toros che si apre vicino alla centrale e Plaza de España, nel Mercadillo, la parte moderna di Ronda.
Questa arena fu costruita nel 1785 da José Martín de Aldehuela (lo stesso ingegnere del Ponte Nuovo) e, oltre ad essere tra le arene più belle al mondo è anche una delle più antiche di tutta la Spagna e la più antica arena interamente costruita in pietra conservatasi fino ad oggi. Il suo terreno di combattimento ha un diametro di 66 metri ed è circondato da 10 gradinate divise in due ordini, in grado di ospitare 5.000 spettatori.
Tra tutti gli appassionati di questa antica tradizione, spiccano due personaggi illustri: Ernest Hemingway e Orson Welles, che pur nutrendo una profonda antipatia reciproca erano entrambi amanti di corride e di Ronda. La città ha voluto ricambiare l’affetto dei due grandi intellettuali con due sculture in bronzo poste all’inizio delle due passeggiate a loro dedicate fuori dall’arena, in una vicina area verde.
A ricordarli, anche le tante foto esposte al Museo Taurino all’interno dell’arena, dove si ammirano numerosi cimeli, locandine, abiti tradizionali indossati dai toreri, dipinti e tante altre curiosità.
La corrida trova ancora oggi migliaia di sostenitori in tutta la Spagna, ma a Ronda, in particolare, c’è un forte attaccamento a questa antica arte. La lotta fra uomo e toro, come unici protagonisti dello scontro, è nata proprio qui nel Settecento. Prima si effettuava solo a cavallo. Ad ideare la corrida come la conosciamo oggi fu Pedro Romero Martínez (1754-1839), nativo di Ronda e tra i matadores più famosi di Spagna, che si faceva disegnare i vestiti dal pittore Francisco Goya (che lo ritraeva anche nei suoi quadri). Una vera leggenda da queste parti e nell’intero Paese.
A lui è dedicata la Feria de Pedro Romero, nota anche come corrida goyesca, che si tiene normalmente nel primo fine settimana di settembre. È una delle manifestazioni più importanti di Spagna, un tripudio di colori, sfilate, costumi, folla e ovviamente corride.
Per concludere in bellezza la visita alla bella cittadina spagnola di Ronda si può scegliere di rilassarsi all’Alameda del Tajo, un piccolo parco con panchine ombreggiate da grandi alberi, oppure concedersi una cerveza ghiacciata o un bicchiere di vino tinto (vino rosso), in uno dei bar nella centrale Plaza del Soccorro, davanti alla Chiesa di Nuestra Señora del Soccorro. Un’altra splendida istantanea di Ronda, la terrazza sulla roccia.
Cosa fare nei dintorni di Ronda
1- Escursione all’insediamento romano

A 20 chilometri a nordovest di Ronda, in posizione collinare, si trova il sito archeologico di Acinipo (che significa “città del vino”), una delle poche città dell’Impero Romano ad esportare il proprio vino a Roma. Fu fondata dall’Urbe nel I secolo a.C.
All’epoca la città aveva una propria moneta e il suo simbolo era un grappolo d’uva. Durante il I scolo d.C., Acinipo doveva aver raggiunto una popolazione di 5.000 abitanti, parti dei quali, in seguito, abbandonarono il sito per fondare la città di Arunda, l’attuale Ronda. Acinipo cadde definitivamente nel 429 d.C. e da allora venne praticamente dimenticata.
Fra i vari resti spicca il Teatro Romano, con le gratinate scavate nella roccia, utilizzato ancora oggi. Di grande interesse anche le rovine del Foro e delle Terme. Indirizzo: Carretera Ronda-Sevilla. Orario: dal mercoledì alla domenica, dalle 9 alle 14:30. Ingresso: gratuito. Per verificare gli orari chiamare: 0034 951 041452.
2- Arte preistorica alla grotta dei dipinti

A 22 chilometri a sudovest di Ronda si visita la Cueva de la Pileta, una grotta preistorica in cui si ammirano bellissimi esempi di arte muraria paleolitica e neolitica. Al suo interno sono visibili numerose pitture e incisioni in stile franco-cantabrico, che rappresentano cervi, pesci, capre, cavalli, tori, una foca, un bisonte, simboli astratti e svariate figure. È un’importantissima testimonianza di arte paleolitica estesa al di fuori delle sue normali aree di sviluppo (Spagna settentrionale e Francia sud-occidentale).
Oltre alle pitture, questo luogo, casualmente scoperto da un contadino del luogo, ha restituito anche una serie di figure nere schematiche provenienti dai resti di materiale Eneolitico e Neolitico, come ceramiche dipinte e incise. La Cueva de la Pileta era all’epoca utilizzata come abitazione e luogo di sepoltura. Oggi è una delle maggiori attrazioni turistiche della Serranía de Ronda.
3- Visita ad una finca tipica
Tra le cose da fare e vedere a Ronda c’è sicuramente la visita ad una tipica finca spagnola. A circa sette chilometri a nordest della città sorge la tenuta Reservatauro, che appartiene all’ex torero Rafael Tejada. La proprietà si estende su una superficie di duecento ettari ed è stata dichiarata Riserva della Biosfera UNESCO. Qui si allevano tori de lidia e cavalli andalusi. All’interno della tenuta c’è un piccolo museo dedicato al matador e un’arena in cui si preparano i toreri.
A Reservatauro si fa una vera e propria esperienza immersiva: si fanno degustazioni di prodotti locali, si scopre l’antica arte della corrida e si osservano da vicino il toro bravo e il cavallo di pura razza spagnola, spesso mentre sono impegnati in sessioni di allenamento. Normalmente le visite guidate sono condotte proprio dall’ex torero Tejada, felice di condividere con i visitatori un importante aspetto della cultura andalusa.
Indirizzo: Carretera Ronda Campillos, km 34. Ingresso: 30 €. La visita alla tenuta Reservatauro è prenotabile online prima di partire su GetYourGuide.
Consigli utili per visitare Ronda
Ronda è una città che si visita facilmente in un giorno, ma per apprezzarla davvero conviene prendersi il tempo di esplorare con calma il centro storico, i belvedere e i dintorni. Il periodo migliore per visitarla è la primavera o l’autunno, quando le temperature sono più miti e i paesaggi della Serranía sono particolarmente suggestivi.
È consigliabile indossare scarpe comode, perché il borgo è caratterizzato da salite, discese e strade in pietra. Chi soffre di vertigini dovrebbe prestare attenzione nei punti panoramici affacciati sul Tajo, che offrono viste spettacolari ma anche molto esposte.
Infine, per vivere un’esperienza completa, vale la pena fermarsi almeno una notte: Ronda, al tramonto e nelle ore serali, regala un’atmosfera ancora più autentica e suggestiva.
Info utili: come arrivare a Ronda dall’Italia
Il modo più semplice per raggiungere Ronda dall’Italia è volare fino a Malaga, il principale aeroporto della Costa del Sol, e proseguire via terra. Non esistono collegamenti diretti con la città, ma una volta arrivati in Andalusia gli spostamenti sono abbastanza semplici e ben organizzati.
Dall’aeroporto di Malaga si può raggiungere Ronda in treno o in autobus. Il viaggio dura circa 2 ore e attraversa paesaggi spettacolari tra montagne e vallate. I collegamenti sono frequenti e permettono di organizzare facilmente anche una gita in giornata.
In alternativa, è possibile noleggiare un’auto: la distanza tra Malaga e Ronda è di circa 90 km e il tragitto in macchina richiede poco più di un’ora e mezza.
Per chi parte dall’Italia, la soluzione più veloce resta quindi volo + trasferimento, con tempi complessivi di circa 8 ore considerando gli spostamenti.
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