E’ evocativo il titolo del film Riparare i Viventi e annuncia una storia toccante, con una sensibilità tutta femminile. Un viaggio doloroso e intimo, nella vita di una coppia distrutta per la prematura scomparsa del proprio figlio. Una storia che racconta com’è facile morire, come ci si senta soli davanti all’immensità di una natura indifferente, ma soprattutto, l’infaticabile, silenzioso sforzo di medici e pazienti che lottano per la vita.
Film Riparare i Viventi: un viaggio doloroso e intimo
All’alba di un giorno qualunque, il 17enne Simon, esce di casa per fare surf con gli amici e rimane coinvolto in un tragico incidente d’auto. Un giovane medico ne dichiara la morta cerebrale. I genitori decidono di donare gli organi. La storia dello sfortunato ragazzo si intreccia inevitabilmente con quella della persona che beneficerà di questo infinito atto d’amore.
A Parigi, una 50enne, madre di due ragazzi della stessa età di Simon, è in attesa di un cuore per il trapianto. Il film parla di quanto sia difficile affrontare questo enorme buio, ma allo stesso tempo guarda alla vita che va avanti, nonostante tutto. E senza retorica, senza enfasi, ci fa capire quanto la scienza e la medicina siano profondamente legate all’amore per l’essere umano in una partita contro la morte che non sempre è invincibile.
La regista francese Katell Quillévéré, di soli 37 anni, è riuscita ad inquadrare l’infaticabile lavoro delle persone che costantemente si dedicano a questa sfida e la concitata, fredda notte di Parigi, vista dal piccolo aereo che trasporta il cuore pronto per essere impiantato.
Un cuore che ha conosciuto tanto amore e continuerà a darne nell’esatto momento in cui ricomincerà a battere in un altro corpo. Ed è questa la nostra forza più grande, che ci fa capire quanto siamo fragili e allo stesso tempo fortissimi!
Film: Riparare i viventi, regia di Katell Quillévéré con Emmanuelle Seigner e Tahar Rahim,. Genere: drammatico. Francia 2016, durata 104’. Nelle sale italiane dal 26 gennaio 2017. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Maylis de Kerangal.
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