I tesori della Murgia

Ciò che rende particolarmente interessante molti paesaggi italiani, è lo stretto rapporto tra le vicende umane e quelle naturali, un connubio che si è sviluppato nel corso dei secoli, del quale sono giunte fino a noi preziose testimonianze.
È il caso della Murgia, l’altopiano che dal cuore della Puglia digrada verso il Mar Jonio e la Basilicata, alternando pietraie, coltivazioni e pascoli ad una lussureggiante vegetazione spontanea. È inciso dalle gravine, solchi larghi e profondi scavati dai fiumi nei terreni calcarei e tufacei.

Ad impreziosire il territorio, le tracce dell’antica opera dell’uomo, testimonianza di una civiltà rupestre che nel passato trasformò grotte e caverne, naturali o appositamente scavate, in un intricato tessuto urbano, fatto di abitazioni, depositi, frantoi, botteghe, mulini e altri spazi di uso quotidiano.

Questi villaggi conobbero il loro massimo sviluppo nell’Alto Medioevo. Erano scelti da quegli asceti in cerca di elevazione spirituale, in un luogo che li allontanasse dal superfluo e gli permettesse di dedicarsi alla meditazione, o da coloro che cercavano rifugio dalle persecuzioni dell’epoca, quando questa zona della penisola era contesa tra Oriente e Occidente.

Chiese rupestri, eremi, cripte e santuari, furono scavati nella roccia, alcuni di modeste dimensioni e architettura, altri più grandi e dalle forme più complesse, spesso decorati con affreschi, statue ed elementi architettonici ricavati nella stessa pietra tufacea o calcarea di cui sono fatti gli ambienti.

Per lo più, questi luoghi furono realizzati e abitati da monaci benedettini ed eremiti greco-ortodossi, spesso riuniti in comunità religiose, che influirono in maniera significativa sullo sviluppo economico e culturale delle popolazioni della zona.

Nell’area di Matera sono stati censiti oltre centocinquanta siti, alcuni appartenenti ai famosi Sassi, altri disseminati sul territorio del Parco Naturale Archeologico.

In Puglia, invece, gli insediamenti rupestri più importanti sono quelli di Massafra, in provincia di Taranto, dove si contano ben trenta chiese.

Alcune di esse si presentano in ottimo stato, grazie ai restauri e alla buona qualità dell’intonaco che ha conservato i colori originali; altre mostrano evidenti segni di incuria e qualcuna anche le conseguenze dei saccheggi subiti nel corso dei secoli.

Oggi, le chiese rupestri della Murgia stanno interessando nuovamente turisti e studiosi, che le considerano parte di un patrimonio turistico e culturale da proteggere e trasmettere, oltre che un valido esempio di integrazione degli insediamenti umani nella natura che li circonda.

Leggi anche: La Murgia dei trulli

 

Travel Dreams

Travel Dreams è il blog in cui condivido informazioni utili per viaggiare e spunti per organizzare una vacanza.
Questo blog si sostiene tramite annunci pubblicitari e link presenti negli articoli, alcuni dei quali sono affiliati: questo significa che potrei ricevere una piccola commissione se decidi di acquistare o prenotare tramite questi link, senza alcun costo in più per te.
Se trovi utili le mie guide e i miei consigli di viaggio, utilizzare questi link è un modo semplice per supportare il mio lavoro e permettermi di continuare a creare contenuti gratuiti e aggiornati. Grazie per la visita e buona lettura.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.